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febbraio 2018

Rionda, vigna da leggenda

Mauro Carosso, Rivista Vitae, Dicembre 2017, n. 15

“La Vigna Rionda si colloca a pieno titolo all’interno della Formazione di Lequio, che rappresenta il passaggio tra formazioni dell’Alta Langa e quelle delle colline albesi, mostrando caratteri intermedi tra i due areali. Delle prime conserva la presenza di sporadici strati di Pietra di Langa, arenarie cementate utilizzate come materiale da costruzione, e sottili livelli di sabbia intercalati agli strati di marna chiara. Delle seconde possiede uno dei caratteri distintivi delle formazioni più recenti, ossia la prevalenza dei livelli marnosi su quelli sabbiosi. Il suolo, dunque, favorisce un rapido drenaggio dell’acqua grazie al contenuto sabbioso, che non permette alla vite uno sviluppo lussureggiante. Al contempo, mantiene una riserva idrica, dovuta alla frazione argillosa della marna, sufficiente alla pianta per perfezionare la maturazione del frutto anche in annate siccitose.”

 

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“La Cantina Vigna Rionda della famiglia Massolino è stata fondata alla fine dell’Ottocento e prende il nome dal prestigioso vigneto di cui detiene un’ampia parte di proprietà. Un privilegio e un orgoglio che rendono Franco e Roberto scrupolosi nel valorizzare non solo questa grande vigna, ma anche gli altri vigneti nei Parussi [in Castiglione Falletto, ndr.], Parafada e Margheria, veri e propri cru di Serralunga.

Attento custode della secolare storia di famiglia è Renato Massolino, lo zio di Franco e Roberto, un vignaiolo autentico, dotato di grande sensibilità e umanità. Il tempo trascorso con lui ci ha permesso di conoscere un pezzo importante della storia di Serralunga e dei personaggi che hanno contribuito alla notorietà del Barolo.

La loro filosofia è molto semplice: rispettare le caratteristiche di ogni singola vigna e mantenere la personalità del vitigno nel calice, cercando di migliorare con nuove tecnologie e sistemi innovativi, ma rimanendo nel solco della tradizione.”

 

Barolo Vigna Rionda Riserva 2008

Si impone subito per la ricca tonalità granato, di vivace luminosità. Il naso è integro, profumato e austero; nonostante il lungo affinamento, ha ancora potenzialità nascoste da rivelare. Fiori appassiti, violetta e genziana, uno sviluppo speziato, caratterizzato da liquirizia, chiodi di garofano, cannella, tabacco biondo e sinuose evoluzioni eteree. La traccia balsamica è la chiave di lettura di questa annata, che segna anche il sorso, ricco e potente, con netti rimandi all’olfatto. Persistente ed equilibrato, dal tannino maturo e gustoso. Riposa in botte grande.”

Vitae3