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luglio 2014

Great 2010 Barolo: Massolino – T. Maresca

Great 2010 Barolo: Massolino

Massolino: Grandi Baroli 2010

16 Luglio 2014

Ho assaggiato molti Baroli superbi nell’edizione di quest’anno di Nebbiolo Prima, lo scorso Maggio. Nessun dubbio che il 2010 sia una delle migliori annate della mia vita, ed ho vissuto abbastanza a lungo per assaggiarne molte, perciò non lo dico con leggerezza. Mi trovo in difficoltà nell’indicare un vino o un produttore come i migliori di questa meravigliosa annata, ma anche nella più breve delle liste sicuramente porrei Massolino su uno dei gradini più alti. I Massolino sono produttori in Serralunga ormai da quattro generazioni e vinificano alcuni dei migliori vigneti del comune.

La famiglia non è abituata alle esagerazioni, perciò, quando Franco Massolino dice “Siamo convinti che il 2010 sia davvero una delle migliori annate della nostra storia”, io presto attenzione.

Sono stato abbastanza fortunato da riuscire a visitare Massolino durante il mio ultimo pomeriggio ad Alba, al termine di una settimana che mi aveva visto assaggiare 250-300 Baroli.

Ho assaggiato tutti i 2010 dell’azienda – il Barolo classico assemblato da diversi vigneti ed i cru Margheria, Parafada, Vigna Rionda e Parussi – più qualche vecchia annata. Tutto ciò conversando in compagnia di Giovanni Angeli, enologo che collabora con Franco Massolino dal 2005 (e che è stato compagno di scuola di Roberto, fratello di Franco; un vecchio amico di famiglia, insomma). Roberto si occupa della conduzione agronomica, mentre Franco e Giovanni della cantina.

La degustazione è stata introdotta da alcune considerazioni generali riguardo al mondo della vinificazione nelle Langhe. Giovanni ha precisato che il tipico termine inglese “winemaker” (letteralmente colui che fa il vino) poco si addice a quello che è davvero il suo lavoro; il termine più adatto è “enologo” – chi ha conoscenze frutto di studi sul vino. “Ho lavorato per un po’ in Australia”, racconta: “Lì ho capito davvero cosa si intende per “winemaker”. Laggiù fanno il vino. Un enologo è molto diverso.”

“La gente spesso dimentica che il vino è un prodotto dell’agricoltura”, spiega. “Il 90% del lavoro avviene fuori, nella terra, e durante la vinificazione e l’invecchiamento il nostro lavoro è quello di preservare ciò che la vigna ci ha dato. Ogni annata, ogni stagione di maturazione è diversa. Ed è qui che l’esperienza della famiglia diventa indispensabile…”

“Seguiamo i grappoli da vicino per essere certi della perfetta maturazione degli acini, sei semi e delle bucce. Il lasso di tempo perfetto per la raccolta, con la giusta maturazione e nessuna perdita di acidità, è molto breve. La moderata estensione dei nostri terreni ci permette di vendemmiare velocemente: raccogliamo tutti i Nebbioli in una settimana. Ecco perché il lavoro nei vigneti è così importante.”

“Il 2010 è stata una delle migliori annate degli ultimi 10 anni. Le bucce e i semi erano molto maturi, i grappoli erano davvero sani. Abbiamo vendemmiato nella seconda metà di Ottobre, al termine di un lungo periodo di maturazione, perfetto per il Nebbiolo. I vini sono completi fin dall’inizio, perfettamente bilanciati. Sono apprezzabili fin da ora, pur avendo un gran potenziale di invecchiamento – forse anche più del 2004.”

Mentre mi parla, Giovanni versa il primo dei numerosi vini che avremmo assaggiato. I lettori abituali del blog sanno che secondo me le note di degustazione sono valide solo ed esclusivamente per chi le scrive, e solo in quel dato momento e luogo. Ma sono rimasto così sorpreso dalla qualità e dalla consistenza stilistica dei vini Massolino, che le trascriverò di seguito (almeno in parte: eliminerò tutti i punti esclamativi), per cercare di comunicare il senso di eccitazione provato in quel momento..

Barolo 2010:  Amarena, pepe nero, catrame e tabacco al naso – già molto complesso. Deliziosa frutta fresca sul palato, con accenti di spezie e tabacco, indizi di sentori futuri. Ancora frutti rossi e catrame nel lungo finale. Un vino eccellente, succoso e strutturato.

Barolo Margheria 2010:  Più tenore, più pepato, frutto più deciso, sia al naso che in bocca. Delizioso: succoso, pepato, complesso, strutturato – un Barolo fuori dal commune. Secondo Giovanni: “ Serralunga ha un’acidità maggiore rispetto ad altre zone del Barolo: si percepisce il potenziale di questo 2010, ma è molto giovane.”

Barolo Margheria 2009:  Simile al 2010, con un altrettanto frutto dolce e delizioso, ma non così pepato, intenso o strutturato. Non sono un amante dell’annata 2009in generale, ma questo è uno dei migliori esempi che abbia assaggiato.

Barolo Parafada 2010:  Naso meraviglioso – enorme, in effetti. Ricchi frutti rossi, quasi dolci. Il vino è denso sulla lingua. Lungo finale di amarena. L’impressione generale è di intensa purezza, un Nebbiolo perfettamente caratteristico. Semplicemente delizioso. Ancora Giovanni: “Parafada è il vigneto più vecchio dell’azienda – circa 60 anni. In quest’annata il vino è delicato in bocca, ma il frutto è denso. In molte annate, il Parafada ha bisogno di più tempo: non è solitamente aperto ed accessibile come in questo caso. Il 2010 ha un frutto meravigliosamente ricco. È diretto e generoso in superfice, estremamente complesso in profondità. I Baroli  di Serralunga sono generalmente potenti e massicci, ma il Barolo Massolino è elengante. Puntiamo a una minore estrazione per imbrigliare la potenza e mostrare l’equilibrio.”

Barolo Parafada 2009:   Con più tenore e meno ricco rispetto al 2010. Meraviglioso e inferiore solo per confronto.

Barolo Parussi 2010:  Aroma di pietra bagnata, pepe e frutta secca. Frutti avvolgenti in bocca, ma più slanciato rispetto ai vini precedenti, quasi più muscolare, più atletico. Intensi finale di frutta secca. In generale più slanciato e muscolare degli altri cru. Sempre Giovanni: “La sottozona Parussi si trova a Castiglione Falletto – terreno meno argilloso, più calcareo, molto diverso da quello di Serralunga. Ci dona una trama diversa, tannini differenti. Il vino è forse un po’ più rustico e necessita di più tempo. È un vigneto nuovo per noi (acquistato nel 2007), con viti di 40 anni. Lo stiamo ancora scoprendo.”

Barolo Parussi 2009:  Molto simile al 2010 per aroma, palate e finale e allo stesso modo diverso dai cru di Serralunga. Degustandoli uno accanto all’altro si comprende davvero quanto Massolino sappia  catturare il gout de terroir. Semplicemente delizioso, ho detto a Giovanni, che mi ha risposto: “Per noi è importante sottolineare le differenza tra vigneto e vigneto. Vogliamo esprimere il terroir. Come sa abbiamo sperimentato l’invecchiamento in barrique, ma quando ci siamo accorti che stavano perdendo la loro identità, siamo ritornati all’uso delle botti grandi. Per esempio, dal 2007 non usiamo più alcuna barrique per il Parafada.”

Il Vigna Rionda 2010 non è giudicato abbastanza pronto da essere assaggiato, così Giovanni mi ha versato alcune vecchie annate di questo eccezionale cru.

Barolo Vigna Rionda Riserva 2008:  Meraviglioso. Un lungo, squisito finale di liquirizia e amarena, e prima di tutto ciò un’omogenea unione di sapori complessi, succosi e deliziosi.

Barolo Vigna Rionda 2007:  Aroma di fragole secche e catrame. Stesso effetto al palato, con un gradevole tocco setoso. Grande eleganza e grande complessità. “Il 2007 ha raggiunto un’ottima maturazione” racconta Giovanni, “Abbiamo lasciato macerare bucce e vinaccioli per 30-35 giorni poichè per via della loro perfetta maturazione non temevamo tannini acerbi. Il 2008 è anche più strutturato – più classico, un vino di riferimento.”

Barolo Vigna Rionda 2004:  A questo punto ho finito la mia scorta di superlativi. Il 2004 è stata un’annata splendida, quella che molti produttori citano come la più assimilabile al 2010, e questo superbo esempio sta maturando egregiamente, con molti anni (probabilmente decenni) davanti a sé. Ancora una volta, meraviglioso.

Massolino attua questo ammirevole progetto, che consiste nel tenere da parte alcune annate particolarmente speciali e rilasciarle nuovamente al loro decimo anno di invecchiamento: il Vigna Rionda 2004 è uno di questi vini.

Quello è stato il momento in cui ho smesso di sputare. Potete biasimarmi?

(Traduzione nostra)

(Questo ed altri articoli di Tom Maresca su Tom’s Wine Linehttp://ubriaco.wordpress.com/)

Tom